2000 Antigua

 Una spiaggia per ogni giorno dell'anno.

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Runaway beach

 Che estate questa del 2000!. Prima la straordinaria esperienza sul Kilimanjaro, il tetto d’Africa ed ora il suo naturale complemento: Antigua. E’ stata una vacanza nel senso tradizionale del termine, caratterizzata prevalentemente da riposo, vita balneare e dal godimento assoluto di un mare limpidissimo, impreziosito da spiagge bellissime. E’ il 3 di Agosto quando sfruttando ancora la disponibilità dei suoceri ho appuntamento con Gosia a Londra. Il volo da Linate atterra all’aeroporto di Heathrow e una navetta mi porta a Gatwik dove mi incontrerò con Gosia che, partita ieri pomeriggio da Varsavia ha dormito in un albergo vicino a qui. Il volo della British sarà confortevole e all’arrivo ecco una vista spettacolare sul mare sottostante. Purtroppo, espletate le formalità aeroportuali ci accorgiamo che una valigia non è arrivata a destinazione e così i prossimi giorni dovremo tribolare un po’. Dall’Italia ho prenotato attraverso il web una stanza all’interno del piccolo Casa Nova, nella zona di Johnson’s point che raggiungiamo con la Nissan Centra che abbiamo ritirato all’auto noleggio. Per fortuna abbiamo una cartina dato che i cartelli stradali sono pressoché inesistenti. I prezzi sono molto alti in questo paese ma l’alloggio che ho trovato io è proposto ad un prezzo accessibile. Ha un balcone ampio proprio di fronte al mare e a una spiaggia da favola. Lo gestisce Lorenzo, un ragazzo napoletano che ha deciso di lasciare tutto come molti altri come lui hanno fatto e di trasferirsi in questo paradiso terrestre. Ci facciamo un caffellatte tanto per buttar giù qualcosa e poi a letto dato che siamo davvero cotti dal volo lunghissimo. Di notte saremo accompagnati pressoché costantemente dal verso delle rane che in seguito ci abitueremo a sopportare. L’indomani sveglia alle 6.30 ed organizziamo la giornata dirigendoci prima verso Cades bay ammirando le tipiche casette caraibiche. La strada non è asfaltata molto bene ma in questo luogo si sopporta tutto. Ci si inoltra in un tratto di foresta con solo qualche casa, piccole coltivazioni e niente più. Sbuchiamo sul mare nella zona di English Harbour dove è il porto più famoso dell’isola e dove attraccano le barche dei miliardari. Attraverso una pista sterrata raggiungiamo su indicazione di due locali la spiaggia di Pidgeon Point. Si trova in un ansa del mare protetta dalla barriera corallina perciò l’acqua è piatta come una tavola e Milano è già lontana anni luce. Pranziamo al Drydock restaurant, vicino al porto gustando un panfried flying fish ed un grilled Mahi Mahi steack con lime butter bagnati con una birra Carib, prodotta nella vicinissima Trinidad e Tobago e una Wadadli locale. Vogliamo ora visitare un'altra spiaggia così andiamo questa volta fino a Bethesda per poi scendere fino alla bella Half Moon bay. Non pare un luogo da snorkelling ma ci divertiamo ugualmente un mondo con le onde presenti. Ripartiamo in direzione di St. John’s, la capitale, dove facciamo spese al locale supermercato e poi al Casa Nova dove però la mia valigia scopriamo che non è stata ancora portata al contrario di quello che ci avevano promesso. Forse sarà meglio andare all’aeroporto per avere notizie, cosa che faremo domattina dopo la sveglia alle 6.30. Riusciamo a trovarle e così il problema principale è risolto. Ripartiamo verso est in direzione di Dikinson bay, una spiaggia molto bella e rinomata sede di ville di facoltosi americani. Il luogo però non ci entusiasma troppo e muoviamo perciò su Runaway bay li vicino. E’ una lunga lingua di sabbia bianca ideale per fare vita balneare da sogno. Lo snorkelling non ci regalerà gran che pur raggiungendo la barriera corallina ma abbiamo la possibilità di nuotare con centinaia di meduse di piccola taglia. Ne prenderò anche una con i miei guanti in gomma. Si pranza al vicino Lobster Pot gustando un pollo e dei gamberetti. Di fronte a noi la stupenda spiaggia e a fianco un fornito bar. Staremo qui anche al pomeriggio, fino alle 17.00 dopodiché via a casa e doccia per poi ripartire subito dopo verso English Harbour attraverso la foresta. Arriviamo all’Abracadabra, ristorante molto noto gestito da un italiano di Napoli che ha avuto dei guai con tangentopoli e si è trasferito qui. Mentre aspettiamo le nostre scelte, un prawn allo zenzero e uno snapper alla griglia entra nel locale fra gli altri anche Jean Paul Belmondo. Che bella sorpresa!. Ritornati a casa scambiamo quattro chiacchiere con Lorenzo che ci racconta un po’ sugli uragani che di tanto in tanto si abbattono sull’isola. Prima ci dice creano dei momenti di vuoto, un silenzio irreale con un cielo che assume colori stranissimi ed inusuali come il verde, il rosso ed il giallo. Quattro ore prima viene dato l’allarme e si deve chiudere tutto stando all’interno se si crede idonea la propria abitazione altrimenti è necessario recarsi in altra luogo più sicuro. Ci racconta anche che Antigua è un paradiso fiscale dove si pagano solo il 2% di tasse. Personaggi famosi hanno qui la residenza come Eric Clapton, Jerry hall ed il socio di Bill Gates. Dopo un drink gentilmente offertoci si va a nanna. Opportuna dormita fino alle otto e dopo colazione ci trasciniamo verso la vicina Turner beach. Nei pressi c’è Pelican island che circumnavighiamo a nuoto ma la vita corallina non ci regala che qualche gorgonia, corallo cervello e pochi pesciolini. Ritorniamo alla spiaggia dove ci divertiamo fino all’ora di pranzo quando al ristorantino adiacente gustiamo un buon piatto di ribs e chips. Intanto si abbatte una forte pioggia che però non ci fa danni riparati come siamo sotto la tettoia del locale. Ripartiamo, ma il tempo non ci convince e decidiamo di non recarci troppo lontano optando per Darwood beach che ci sembra la spiaggia ideale per terminare la giornata. Alle 17.00 torniamo a casa rendendoci presentabili per la sera dato che a Sherley heigh ci dovrebbe essere una festa con una steel band. Traversiamo la solita foresta per poi imboccare una strada in salita che ci porta alle rovine di un antico forte da dove si gode un ottimo panorama sulla zona del porto e la costa adiacente, abbellita dal tramonto del sole. Raggiungiamo Sherley heigh parcheggiando l’auto ed entrando nello spiazzo dove sta già suonando la band che utilizza solo un certo numero di bidoni di latta. Alle 19.00 viene sostituita dalla reggae band che fa ballare un po’ tutti sulle note della famosa reggae music. C’è anche da mangiare e da un lato sono presenti enormi griglie che cuociono carni servite poi con patatine. La serata trascorre serenamente e poi si ritorna. L’indomani partiamo verso la lontana spiaggia di Long bay che raggiungiamo non senza qualche difficoltà. E’ una spiaggia affascinante che nasconde meraviglie coralline come coralli cervello, gorgonie e molti pesci. Dopo pranzo dirigiamo verso il famoso Devil’s bridge, in una costa frastagliata costituita da rocce molto taglienti. C’è una grotta, aperta nella sua parte superiore dove le onde vanno a penetrare producendo una sorta di mulinello con rumore sordo. A seconda della potenza dell’ onda l’acqua talvolta deborda superiormente lavando i malcapitati che hanno voluto vedere il fenomeno da più vicino. Lungo la strada del ritorno sostiamo in uno spiazzo dove sono altre auto e attraverso una radura raggiungiamo una spiaggia piacevole dove trascorriamo le ore pomeridiane. La piccola baia è protetta in fondo da una barriera corallina che raggiungo a nuoto ma risulterà essere troppo superficiale. Rischio di sbattere sulle rocce perciò desisto e ritorno al relax ed al sole per poi ripartire in direzione della capitale St. John’s dove abbiamo la piacevole sorpresa di incontrare i carri del carnevale che dicono essere il migliore di tutto il caribe Via a casa per poi tornare a cenare in una pizzeria della capitale. Passeggiamo quindi lungo i vicoli cittadini intorno al porto fra Redcliff Quay e Hartog Quay dove entriamo anche in un casinò, il King Casinò pieno zeppo di slot machines. Sesto giorno di vacanza e dopo colazione torniamo a Turner beach dove nella sua parte orientale si può fare un po’ di snorkelling anche se non è niente di particolare. Dopo pranzo ci trasferiamo a Darkwood beach proseguendo il discorso di relax e sole. Quindi a casa per poi raggiungere di nuovo la capitale ed assistere alla sfilati dei carri multicolori. La musica è assordante e la gente balla al ritmo del reggae. Concludiamo infine la serata in pizzeria. La nostra intenzione non sarebbe quella di consumare pasti così ordinari ma i prezzi sono esorbitanti e assolutamente ingiustificati perciò, per principio decidiamo di non buttare i soldi a fronte di una qualità non all’altezza. Domattina alle otto la solita sveglia da vacanzieri e prendiamo la direzione di St.John’s. E’ nostra intenzione recarci alle Five islands dove c’è un piccolo gruppo di cinque isolette vicine alla costa dalla quale le si può raggiungere con una media nuotata. La pista si snoda fra campi coltivati e continui saliscendi regalandoci di tanto in tanto bei scorci marini. Siamo in un punto abbastanza isolato e lasciata l’auto raggiungiamo una spiaggia deserta che sembra nascondere meraviglie coralline. L’acqua però non è calma e Gosia prudentemente non se la sente di andare in esplorazione costringendo quindi anche a me a desistere. Staremo su un altra spiaggia adiacente fino all’ora di pranzo quando raggiungiamo Deep bay. In questa luogo trascorreremo tre ore piacevoli e alla fine faremo una puntata all’Antiguan hotel, un prestigioso albergo del caribe. Un salto al supermercato della capitale ed il progetto balneare prosegue l’indomani a Carlisle beach, sulla strada per English harbour. Questa spiaggia però, come quella di Galleana non ci soddisfa così decidiamo di tornare per la seconda volta alla già collaudata Pidgeon point. Questa volta però oltre a piacevoli nuotate ci spostiamo verso l’ingresso della baia dove il mondo sottomarino ci regalerà molte emozioni con coralli e pesci multicolori. Pranzo e poi entriamo di straforo nel St James club approfittando delle sue sdraio e trascorrendo li parte del pomeriggio fino a quando ripartiremo per una altra grande spiaggia: Half moon bay dove ci divertiremo con le onde e il mondo corallino adiacente. Il giorno seguente staremo vicino al nostro Casa Nova dove tra l’altro ci sono delle spiagge stupende. Percorrendo la strada costiera ci rechiamo a Church valley beach. A sinistra un bel promontorio con un piccolo complesso turistico che domina la spiaggia sottostante ad anfiteatro. La sabbia è bianca, il mare è piatto come una tavola ed è una cosa spettacolare lasciarsi cullare leggermente avanti e poi indietro sulla riva. Si tocca anche a cento metri. E’ una libidine dove i sensi esplodono interagendo con la fisicità del corpo. Pranzo al Darkwood con un cheese burger e poi andiamo al Jolly harbour. E’ nostra intenzione interessarci per un volo in elicottero sopra l’isola. Ci vogliono però altre due persone a meno che non vogliamo pagare tutto noi così dicono che ci telefoneranno in pensione per farci sapere se c’è altra gente disposta all’esperienza. Nel frattempo prenotiamo per domani un escursione che pare grandiosa a Cades reef che dicono essere il miglior posto per snorkelling di tutta l’isola. Sono già le 14.30 e ci rechiamo a Frears beach con una spiaggia che merita considerazioni. Fino alle 17.30 sarà solo mare e sole. Un relax così è il sogno di ogni essere umano!. Di sera si va al “Porto” di Jolly Harbour dove però saremo insoddisfatti da una cena costosa e al solito non all’altezza. Via a casa e il giorno dopo sveglia alle 7.00 ritornando al Jolly harbour dove al porticciolo si parte con una barca tutta per noi. Dopo ¾ d’ora eccoci al Cades reef. Si getta l’ancora e ci si tuffa nel mondo corallino. Sarà un esperienza bellissima!. Vicino ad un corallo cervello scorgo un pesce pietra e poi un bel pesce palla. L’ambiente presenta una buona concentrazione di pesci e coralli. Riconosco un trigger fish e pesci trombetta. L’acqua è cristallina e con le pinne forniteci dal marinaio nuotiamo che è un piacere. La barriera emerge in alcuni punti dall’acqua con gran fragore di onde. Qui siamo in mare aperto ed è più facile scorgere qualche pesce particolare così decido di spingermi verso l’esterno della barriera seguendo una apertura sottomarina. E’ qui che noterò due barracuda che però si dilegueranno i fretta. Purtroppo sarà tutto qui ma sarà comunque ricordata come un ottima esperienza Si ritorna costeggiando da vicino le belle spiagge della costa e rientriamo nel porto non potendo fare a meno di notare le belle case dei residenti, direttamente sul mare con lo spazio personale per l’ormeggio delle loro barche. Riprendiamo l’auto tornando al Casa Nova ripartendo dopo pranzo alla volte della splendida Church valley beach. Saranno altre tre ore e mezza da sogno e non credo davvero sia immaginabile un godimento acquatico più acuto. Casa, doccia e verso la capitale dove ceniamo al Commissioner buttando via un pacco di soldi per un mixed seefood grilled e un kingfish grilled con lemon sauce. Ci dirigiamo poi fino al Ribbit club, la discoteca più “in” dell’isola ma fuori non c’è nemmeno un auto e così torneremo più tardi ma anche alle 24 stessa solfa e davvero non abbiamo voglia di restare fino alle 4 per fare quattro salti perciò torniamo alla nostra pensione. Il decimo giorno ci vede dormire un po’ più del solito per poi dirigerci verso nord e la spiaggia di Long bay. Il tempo è bellissimo ed il colpo d’occhio che regala questa spiaggia è meraviglioso. L’acqua è calma ed invita alla scoperta del reef. Ammiriamo coralli e gorgonie, pesci trombetta ed una strana razza color pietra che rischio di calpestare, pesci balestra etc etc. Poi relax e sole. Stupendo! Si pranza ad un piccolo ristorantino locale e poi ancora alla spiaggia già visitata giorni or sono vicino al Devil’s bridge. La serata si trascorre a Shirley heigh a sentire musica reggae. E’ arrivato il penultimo giorno di viaggio e non abbiamo molto voglia perciò di auto volendo godere massimamente di mare e sole e ci rechiamo perciò a Turner beach dove durante lo snorkelling noterò una razza ed un barracuda. Pranzo al ristorantino della spiaggia e poi a Darkwood beach. Che vista ragazzi!. Purtroppo questo straordinario viaggio sta volgendo al termine e dopo aver sistemato tutti i bagagli decidiamo di terminare il nostro percorso balneare alla stupenda Church valley beach. Bagni fantastici fino alle 15.30 e dopo una doccia rinfrescante al Casa Nova salutiamo caramente Lorenzo dirigendoci all’aeroporto. Check in e si parte per Londra dove arriviamo il giorno dopo in perfetto orario. Trasferimento a Heathrow. Saluto Gosia dato che il mio volo parte prima del suo. Lei trascorrerà ancora qualche giorno a casa dei suoi genitori a Varsavia e poi mi raggiungerà a Milano.

Proprietà letteraria riservata. Copyright © 2004 Daniele Mazzardi
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