2007 MAR ROSSO

El Quseir

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Spiaggia a 10 minuti dal nostro Flamenco resort

Grazie ad una promozione favorevole di un noto tour operator italiano, eccomi nuovamente a raccontare di Egitto e del suo straordinario Mar Rosso. E’ con la compagnia egiziana Lotus che raggiungiamo il due aprile l’aeroporto internazionale di Hurgada, partiti da Orio al Serio. La prassi è ormai consolidata ed insieme ad altre pecore come noi saliamo sul pullman che ci trasferirà al nostro dorato villaggio nei pressi di El Quseir, il Flamenco beach & resort. Assolte le formalità burocratiche  ci consegnano le stanze e dopo una breve passeggiata per conoscere la struttura, cominciamo l’opera sistematica di distruzione del nostro fisico approdando per la prima volta nella sala ristorante, rigorosamente a buffet. La vita di villaggio è ciò che più mina il mio equilibrio psicofisico, ma il proposito è di approfondire la conoscenza dell’ecosistema corallino con interminabili uscite di snorkelling, attività che se intrapresa con lo spirito giusto di scoperta e curiosità sa regalare emozioni indimenticabili. Decidiamo poi di tornare in camera in modo da affacciarci alla giornata di domani pieni di energie da dedicare al mare ma … in questa zona, come anche in quella più meridionale di Marsa Alam il vento può giocare brutti scherzi e complice la temperatura non proprio caraibica dell’acqua, minare molte aspettative, dispensate prima a profusione da manciate inopportune di ottimismo. Ecco che la prima sveglia egiziana ci affaccia ad una giornata soleggiata, ma ventosa. Sulla spiaggia, non certo da cartolina sono presenti dei paravento che introducono di colpo l’ospite alla consapevolezza. La bandiera che sventola è quella rossa e questo significa divieto di accesso al mare, anche se poi saprò che non si tratta di una reale interdizione. Con il mare mosso però la struttura non si prende responsabilità di possibili incidenti. In effetti calarsi in acqua dalla fine del lunghissimo pontile significa farsi sbattere dalle onde ed anche con le pinne non è piacevole, ne sicura l’attività di snorkelling, col rischio nemmeno troppo remoto di ferirsi sulla barriera corallina. Io certo non sono tipo da bloccare i miei progetti di scoperta per questo, tuttavia devo ammettere che avrei preferito godere di una situazione più tranquilla. Inoltre Gosia, sebbene nuoti molto bene non è tipo da rischiare inutilmente, tanto meno i bambini, perciò la coscienza che sia solo io ad entrare in acqua e godere seppur parzialmente del mondo corallino mi spiace e non mi predispone ad un inizio piacevole. La temperatura dell’acqua non aiuta nemmeno a spronare la volontà. In aprile infatti offre 20 - 23 gradi e senza la muta qui la maggior parte non si sognerebbe di entrarvi. Seduto sulla sdraio osservo sconsolato l’accesso al mare dalla spiaggia, un imbuto di una trentina di metri quadri che consente solo di “pucciarsi”. Non posso credere che in una struttura turistica, l’unico accesso consentito ai bagnanti meno esperti sia questo, ma dopo aver chiesto conferma ad un assistente di noi “turistoti” non posso fare altro che mettermi le mani nei capelli dall’incredulità. Io non ho problemi a godere comunque entrando dal pontile, ma a chiunque farebbe piacere di tanto in tanto rimanere in acque basse a farsi massaggiare dall’acqua. La mattina si mangia via ogni ottimismo mentre il vento, solo fastidioso intendiamoci, impedisce un approccio marino. Sono disperato e non vedo spiraglio da cui trapeli un lume di divertimento e preferisco nel pomeriggio poltrire in stanza a macinarmi la delusione. Possibili escursioni sono avversate dalla poca predisposizione della famiglia a muoversi cosicché, ogni progetto ludico si smorza prima di confezionare qualche serio intendimento. Mi piacerebbe partecipare a quella che porterebbe dopo un tratto in barca all’isola di Utopia, durante la quale sono previsti momenti di snorkelling ed organizzare una puntata ad Abu Dabab oppure all’Elphistone reef ma in questo momento sono troppi gli ostacoli che devo superare per concedermeli. La sera si assiste ad uno spettacolo al “teatro” del villaggio. Se morsico qualcuno potrei iniettargli dosi mortali di veleno, ma devo ammettere che le performance del fachiro sono davvero stupefacenti. Il margherita che sorseggio mi fa temporaneamente dimenticare le delusioni della giornata, ma se domani non cambia la solfa sarà dura conservare la lucidità. E’ per questo motivo che si decide di recarsi ad una spiaggia a circa dieci minuti di pulmino. E’ lo stesso Flamenco che trasporta chi lo desidera in questa località con accesso al mare più facile. Sistemati i nostri teli mare sulla sabbia mi dirigo subito verso l’accesso, dato che anche qui i coralli arrivano fino a riva. L’acqua è fredda e la maggior parte vi entra con la muta, ma pur di ricevere qualche emozione entrerei anche nelle acque dell’Artico. D’immediato si apre dinnanzi a me il mondo incantato che tanto desideravo rincontrare. Riconosco vari pesci come il fuciliere lunare, il tordo di Klunzinger, un labride e poi un trigone a macchie blu. L’esperienza prosegue entusiasmante, riconoscendo anche alcuni tipi di corallo come la madrepora lattuga e porosa, il corallo di fuoco e poi ancora altri pesci come il pesce palla naso lungo, gli incredibili pesci vetro, il pesce unicorno, un blennide, le piccole castagnole verdi, i pesci pappagallo, i farfalla bandiera, i sergente maggiore, i pesci flauto ed ancora un altro tritone macchie blu. Mi sono allontanato parecchio costeggiando il reef alla mia sinistra e scorgo per la prima volta in vita mia una strana forma di medusa, come a canna d’organo. E’ una thalia democratica che evidenzia nella parte superiore di ogni “piccola canna” una sorta di occhio. Noto anche molte bellissime tridacne dai vivacissimi colori. Entrare in un mondo simile entusiasma ed elettrizza e ad ogni riconoscimento di specie, sia esso un pesce o un corallo avverto una sensazione di felicità e soddisfazione. Sono davvero in estasi e sto ottenendo proprio ciò che voglio, entrare a far parte del mondo sottomarino e decodificarne più componenti possibili. Anche la famiglia vi entra per breve tempo e dopo esserci concessi il piacevole sole che non ci tradirà mai durante tutto l’arco della vacanza rientriamo al resort col medesimo pulmino. Dopo pranzo, dato che il vento sembra dare un po’ di tregua e sventola solo la bandiera gialla, decido di entrare in acqua dalla fine del pontile. Mi dirigo alla mia sinistra, andando controcorrente, di modo da sfruttarne i benefici al ritorno. Anche questo pomeriggio sarò gratificato da una summa di emozioni entusiasmanti. Ammiro i pesci soldato occhio grosso, i fucilieri e le orate del mar Rosso, il pesce palla mascherato e il pesce scatola giallo, i pappagallo e lo stupendo chirurgo sohal, Ed ancora il chirurgo coda gialla e quello nero, l’unicorno e lo strepitoso pesce picasso. Con le pinne che sto indossando è più facile nuotare e perciò riesco a mantenere la calma ideale per gustarmi ogni specie presente anche se in alcuni momenti delle correnti fredde mi fanno venire quasi i brividi. L’adrenalina che mi pervade è però più forte di ogni disagio fisico e continuo ancora per molto costeggiando da quel lato il reef e notando il farfalla fasciato, ancora la thalia democratica e poi ancora la madrepora lattuga, lampone, il corallo di fuoco piatto e il corallo tabulare e la madrepora ad ombrello. Spesso, durante la scoperta del mondo sottomarino getto l’occhio dal lato opposto del reef, in mare aperto con la speranza di intravedervi qualche grosso pesce. Altre volte avevo ammirato anche dei barracuda e piccole cernie, ma oggi sarò gratificato da una esperienza mai avuta prima d’ora. Non ci posso credere quando scorgo quella che mi pare una razza. E’ troppo grossa e strana però!. No!. E’ una incredibile aquila di mare che volteggia nell’acqua con le sue grandi ali(almeno un metro e mezzo). La raggiungo in un amen e finisco sopra di lei. La seguo per circa trenta secondi ammirandola in tutta la sua leggiadria. Si produce in uno sprint che mi lascia sul posto, ma la riprendo mentre sembra rallentare nei pressi del reef. Purtroppo, quando mi pare di averla riavvicinata, un secondo sprint e mi sparisce dalla vista. Ritorno al pontile raccontando a Gosia le mie esperienze che davvero non mi sarei aspettato più intriganti, interessanti. Nonostante non si riesca a concedersi escursioni interessanti essendo per altro distantissimo dai siti archeologici che rendono così famoso nel mondo questo paese straordinario, il mar Rosso sa regalare a chi voglia scoprirlo una summa di emozioni praticamente infinite. Sono moltissimi infatti i pesci che si possono ammirare semplicemente facendo snorkelling ed il piacere di riconoscerli è un esperienza assolutamente straordinaria. La suprema entità che regola fortune e sventure sa dare a chi merita il giusto premio e domattina sarà una bellissima giornata. Il vento è completamente assente e il mare è piatto come una tavola. L’ideale per entrarvi e riprendere l’affascinate discorso lasciato aperto ieri pomeriggio. Mi dirigo sempre sul lato sinistro dove raggiungerò quasi il lontano promontorio desertico, in completa solitudine. La maggior parte infatti si limita ad una nuotata nei pressi del pontile e mi piace credere che lontano da li i pesci mi sappiano premiare facendosi vedere in maggior numero ed interessanti. Dopo aver ammirato i soliti pesci già decriptati nella giornata di ieri, riconosco per la prima volta il pesce istrice, il pesce occhio grosso, dei carangidi dalle tinte arancioni e poi ancora i fucilieri lunari, dei pesci farfalla mascherati, damigella gialli, un grosso pesce balestra, un blennide, un pesce palla mascherato e i saraghi fasciati. Per la prima volta ammiro il pesce lima arlecchino e di nuovo il pesce palla occhiato. Nel pomeriggio entro dirigendomi verso il lato destro, nuotando facendomi largo fra una moltitudine di innocue meduse blu. L’esperienza pomeridiana mi gratificherà con un pesce scatola cubico, damigelle sulfuree, triglie pinna gialla ed una affascinante cernia corallina. La mia capacità di riconoscimento aumenta di volta in volta ed è sempre più gratificante l’individuazione di nuove specie di pesci e coralli come il corallo di cuoio. Raggiunto il pontile attendo la discesa in acqua di Giorgio e Paolo coi quali nuoto per un breve tratto, in modo da condividere ancora una volta con loro questo strepitoso mondo corallino. Di sera ci corichiamo presto dato che domani è in programma la nostra unica escursione, a Sharm el Naga. La sveglia è alle sette e dopo colazione si parte verso le 8.30 in direzione nord, verso Safaga e Soma bay. Località ricca di pregevoli strutture turistiche come lo Sheraton e l’Hilton, Soma bay è una zona ricca di belle spiagge dove l’esperienza marina dovrebbe essere ancora più interessante che ad El Quseir. Raggiunta la baia dei cammelli, è questo infatti il significato di Sharm el Naga, prendiamo posto dietro ad uno dei paraventi presenti sulla spiaggia. E’ un parco marino protetto e nel sito è presente anche un ristorante dove i turisti si rifocillano. Entro subito in acqua dirigendomi verso il reef di sinistra. La presenza ittica mi pare inferiore che al Flamenco, ma i coralli sono stupefacenti. Riconosco il corallo di fuoco ramificato e piatto, la madrepora ombrello e porosa, il corallo lampone, il corallo dito, il corallo di cuoio ed anche un anemone con relativo pesce pagliaccio che vi nuota in mezzo. Per la prima volta in questa vacanza noto anche un corallo molle e mentre sto ritornando a riva, nei pressi di uno spiazzo sabbioso vicino al reef un bel pesce coccodrillo tappeto e quindi un riccio matita. E’ stata un esperienza entusiasmante, all’interno di un mondo incantato e voglio subito gratificare anche i figli, mentre Gosia se ne va pure lei alla scoperta. Li prendo entrambi sottobraccio e nuoto con loro per un tratto indicando alcune specie e poi dicendo loro il nome relativo. Per fortuna il pesce coccodrillo, come spesso capita è ancora al suo posto e lo faccio ammirare. Dopo pranzo rientro nel mio ambiente nuotando verso il reef di destra. Anche in questo caso ammiro bellissimi coralli ed inoltre il grugnitore maculato, la triglia dalla coda gialla, i damigella sulfurei, numerosi pesci pappagallo e qualche balestra, un labride pagliaccio e uno uccello. Dopo una mezz’oretta di sole, sdraiato sulla spiaggia si riparte col pullman ritornando al nostro Flamenco. Momenti di gioco nella locale piscina con i figli e quindi in camera. Dopo cena, prima di ammirare lo spettacolo tradizionale egiziano con costumi dell’epoca faraonica, Giorgio mi fa notare un animale che sta passando nei pressi della spiaggia. Per primo lui la riconosce come una volpe del deserto. Pare incredibile fare un incontro così particolare all’interno di un villaggio, ma non si deve scordare che qui intorno c’è tutto deserto ed in fondo, se ci si pensa bene non è cosa così impossibile. Il giorno seguente si affaccia anch’esso positivo. Il vento è pressoché assente e dal pontile punto direttamente verso sinistra. Potrebbe risultare ripetitivo raccontare nuovamente del mondo sottomarino, ma posso assicurare che condotta con calma e nel modo giusto, osservando e cercando di decodificare, è un esperienza assolutamente straordinaria, indipendentemente dagli incontri che si possono fare. Per la prima volta mi pare di notare un verme albero di Natale, ben fisso tra il calcare di una madrepora, i bellissimi unicorno naso corto, la cernia dalla coda falcata, quella dei coralli, dei carangidi, i dolcilabbra  a macchia nera, labride pagliaccio, il pappagallo bicolore e a muso tondo e al ritorno un trigone macchie blu. Dopo pranzo, mentre sto percorrendo il pontile noto curiosità da parte di alcune persone. Guardo giù ed infatti, la bassa marea evidenzia nitida la presenza di una piccola murena grigia. Non ne avevo ancora viste durante questa vacanza, ma questo pomeriggio mi riserverà belle sorprese ed infatti, subito sceso dal pontile e nuotando verso destra, dopo una ventina di metri ecco una murena gigante che striscia sul fondale. Questi incontri sono sempre emozionanti e la segue nel suo procedere fino a che sale sul reef fermandosi in bella mostra.  Scendo in apnea più volte per ammirarla meglio fino a che decido di proseguire. Più avanti scorgo in un anfratto corallino degli aculei bianchi. E’ un pesce leone, ma non riesco in nessun modo a stanarlo per ammirarlo meglio. Dopo un po’ abbandono il proposito e proseguo nella scoperta delle meraviglie del reef. Un bel pesce palla stellato e subito dopo un pesce istrice e un pesce lucertola nebuloso. Per ultima una seconda, piccola murena grigia. Il pomeriggio termina al sole della spiaggia e quindi in piscina con i figli, subito dopo aver incontrato Gosia di ritorno dallo snorkelling, anche lei entusiasta per aver ammirato la murena gigante. Quest’oggi voglio approfittare del tempo a disposizione per noleggiare una bicicletta e recarmi sino alla cittadina di El Quseir. E’ salito il vento e pedalare con il rudere che ho affittato non è semplice, ma dopo otto chilometri, ed aver oltrepassato i villaggi del Movenpick e del Radisson eccomi arrivato. El Quseir è l’antico porto dei faraoni, da dove merci come la mirra, spezie e tessuti arrivavano dall’Arabia provenienti dalla Cina e dall’India. Da qui raggiungevano la valle del Nilo da dove si esportava grano ed altri cereali. Ammiro la moschea sulla strada principale, proseguendo quindi verso il centro cittadino, con i suoi innumerevoli negozi turistici, dove si vende ogni genere di souvenir. Mi inoltro in qualche via laterale attirato dal minareto di una seconda moschea e dopo aver ammirato il fortino ottomano, mi dirigo verso il porto notando i tipici balconi, in alcuni casi ancora integri, risalenti appunto all’epoca della dominazione turca. Nei pressi c’è un bel palazzo di origine ottomana, ora sede della locale stazione di polizia. Il sole sta calando e devo ritornare. La strada del ritorno sarà più agevole a favore di vento e raggiungo senza problemi il Flamenco. Cena e spettacolo molto bello con gli acrobati saltatori seguiti dai numeri di un mago molto bravo. La vacanza procede vestita di totale relax. L’ultimo giorno si affaccia con un vento da bandiera gialla ed una corrente decisamente forte verso sud. Per questo motivo, sceso dal pontile devo dirigermi verso nord e sarà faticoso persino con le pinne. Le onde non mi consentono una visione perfetta e si deve stare attenti a non finire sul reef perciò dopo circa tre quarti d’ora preferisco risalire e riservare a questo pomeriggio, nella vicina baia raggiungibile col pulmino, le mie ultime esperienze di snorkelling. Le speranze saranno soddisfatte e dopo pranzo alle 14.00 partiamo verso il nostro ultimo momento corallino. Subito nei pressi del fondale sabbioso Gosia nota per prima volta uno strano pesce, mai visto prima d’ora che striscia piatto sulla sabbia. E’ una sogliola di Mosè. Seguo il reef dal lato sinistro per molto tempo restando estasiato dalla meravigliosa presenza corallina presente. Noto la spugno tubo ed oltre ai soliti coralli già ammirati più volte, anche un corallo molle dai fiori bianchi al quale non riesco dare un nome ed in basso un secondo corallo fluttuante in prossimità del fondo sabbioso. Mentre nuoto per raggiungere la riva faccio per ben tre volte un incontro con i pesci leone, due pesci leone africani ed uno dalla pinna chiara. Sono molto soddisfatto e non avrei potuto chiedere di più dall’esperienze fatte di snorkelling. Sembra poco per giudicare una vacanza completa ed in effetti lo è, ma ogni volta che si nuota in questo mondo meraviglioso è come essere accarezzati da brividi di gioia e le emozioni sono a getto continuo. Tornati al Flamenco, con Giorgio e Paolo ci si reca in piscina mentre Gosia si dedica a sistemare i bagagli. Dopo cena infatti, riposeremo un po’ perché alle 2.30 è programmata la nostra partenza per Hurgada. Il volo della Lotus air, in orario decollerà alle 6.30 del mattino facendoci tornare alla realtà.

 

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