2012  MONACO DI BAVIERA

La terra dei Wittelsbach

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Quartiere Universitario - Siegestor (La porta della Vittoria)

 

Partito dall’aeroporto milanese della Malpensa alle 15.45 con un volo dell’Air One, atterro in meno di un’ora al Franz Josef Strauss di Monaco di Baviera. Da qui, con la metro S1, raggiungo la stazione centrale della capitale bavarese per poi prendere la U2 fino all’albergo prenotato dall’Italia. Ne esco subito dopo, cominciando le mie visite dalla centrale Odeonplatz dove è la Theatinerkirche, una delle più belle costruzioni di Monaco, con una facciata tardobarocca e due campanili di 70 metri. L’interno, a tre navate, è molto più attraente, con la sua volta a botte e tre cappelle per lato ornate da stucchi. Il meglio lo si ammira nel piccolo transetto con quattro colonne corinzie a torciglione da una parte e dall’altra, sormontate da un timpano rotto e da pregiate pale d’altare. La cupola è a spicchi stuccati. Di fuori è presente anche la Feldherrnhalle (la loggia dei marescialli), sul luogo dove sorgeva la torre di guardia medievale. E’ una sala all’aperto alta 20 metri con una tripla arcata a cui si accede da una scalinata, ai bordi della quale ci sono due statue di leoni. Dopo un occhiata all’esterno della vicina Salvatorkirche, entro nei cortili della Residenz, il più spettacolare luogo della città che visiterò nei prossimi giorni. Percorrendo la centrale Residenzstrasse, giungo alla  Max-Joseph-platz dove è situato il Teatro Nazionale e una bella statua di Massimiliano I Giuseppe, primo re di Baviera. Proseguo fino alla Frauenkirche, il maggior complesso gotico della Germania meridionale e principale chiesa della città e quindi alla Marienplatz, sede del Neues Rathaus, di uno stile che imita il gotico olandese. La piazza è piena di gente, essendo il principale luogo di ritrovo di Monaco. Sono stanco, così decido di tornare in albergo a preparare la giornata di domani, ma prima mangio qualcosa al Mc Donald’s nelle vicinanze. Il tempo è buono ed è il preludio ad una piacevole visita. L’indomani mi reco subito al nord del quartiere universitario. Comincio dalla Ainmillerstrasse al 22 dove ammiro il primo edificio di Monaco ad essere costruito in stile liberty, quindi proseguo con il Pacelli Palais e la Siegestor, una porta monumentale sormontata dalla personificazione della Baviera posta sulla splendida Ludwigstrasse, con i suoi edifici in stile rinascimentale. Più avanti entro nella prima chiesa della giornata, la Ludwigkirche, con due campanili a punta. A tre navate, con volte a crociera decorate con stelle, presenta archi che separano quella centrale dalle cappelle laterali. Anche qui, il transetto è il momento migliore della vista con i suoi motivi floreali e due pregevoli affreschi. Sopra l’altare maggiore è un affresco del Giudizio universale, il secondo al mondo per grandezza dopo quello della Cappella Sistina a Roma. In Odeonplatz devio a destra per ammirare la vicina Wittelsbachplatz dov’è il bel palazzo Arco-Zinneberg e con al centro il monumento al principe elettore Massimiliano I.. Ritorno sui miei passi visitando ora il Preysing palais, il primo palazzo rococò di Monaco, dove salgo la scalinata con balaustre decorate e sorretta da enormi cariatidi. Di nuovo alla Salvatorkirche, ancora chiusa, proseguo quindi lungo la bella Kard-Falhauberstrasse, ricca di palazzi interessanti come il Palais Porcia e l’Erzbischofliches palais, sbucando poi nella Promenadeplatz. Questa piazza rettangolare, le cui origini risalgono al Medioevo, era un tempo sede del mercato del sale. Ora sono presenti bei palazzi e case borghesi, con al centro, lungo i giardini, statue del XIX secoli di famosi personaggi della città. Nel lato nord è il Bayerischer Hof, un albergo di lusso dove hanno alloggiato molti personaggi famosi, ma la vera particolarità del luogo la sia ammira proprio di fronte a quest’ultimo dove, intorno ad una delle statue, è stato composto una specie di altare dedicato a Michael Jackson con decine e decine di dediche e foto che ricordano la sua splendida carriera. Una donna è intenta a spolverare intorno, controllando lo stato di fiori e lumini. Mi astengo da ulteriori commenti! Più avanti eccomi di fronte alla Dreifaltigkeitskirche (chiesa della Trinità). L’esterno, alquanto anonimo, non anticipa nulla dello sfarzoso barocco interno. Un autentico gioiello ad una navata corta e due cappelle per lato. Straordinaria cupola affrescata e una balaustra che separa il presbiterio dall’aula. L’altare presenta un bellissimo tabernacolo rococò. Giungo così in Karlsplatz, un ampia piazza dalla quale si ha una magnifica visione del Palazzo di Giustizia, uno dei palazzi ottocenteschi più famosi di Monaco. Dalla piazza percorro la centralissima Neuhauserstrasse, la più grande via commerciale della capitale bavarese, e i negozi con il maggior giro d’affari della Germania. Entro nella Burgersaal, con una facciata austera che da su un interno a due piani: la chiesa bassa, alquanto anonima e quella alta, ora chiusa che visiterò più tardi, intorno alle 11.00 quando aprirà. Nelle vicinanze entro però nella Michaelskirche, il maggior edifico religioso del tardo rinascimento a nord delle Alpi. Ad una navata, e con tre cappelle per lato, presenta una volta a botte e un corto transetto con due pale d’altare che si fronteggiano. Mi dedico quindi alla prestigiosa Frauenkirche, un edificio in mattoni sormontato da due bei campanili con cupole a cipolla. Vi entro, ammirando l’altissima navata centrale, sostenuta da 22 colonne bianche ottagonali. Le cappelle laterali non mi paiono presentare aspetti di pregio, salvo alcune pale d’altare. Anche le vetrate, pur altissime e policrome, non esaltano il mio senso estetico. Un enorme croce col Cristo pende all’inizio del presbiterio dove anche gli stalli del coro non sono certo tali da stupire. Solo l’ambulacro e le cappelle che lo circondano propongono qualche quadro pregevole come quello della Vergine che protegge i membri della famiglia Sanfte, di Jan Pollack. Un po’ deluso, raggiungo Marienplatz, il punto centrale, focale di Monaco. Prese questo nome nel 1854 quando i cittadini invocarono la Vergine Maria perché li proteggesse da un’epidemia di colera. Qui si tiene il famoso mercatino di Natale, nei giorni che precedono il 25 dicembre. Al centro la Mariensaule, la colonna della Vergine, eretta nel 1638 e il famoso Neues Rathaus (municipio nuovo) con una alta torre sormontata da una statua bronzea del Munchner Kindl (il bambino di Monaco). L’orologio della Torre è il quarto maggior orologio meccanico d’Europa e ogni giorno le sue 43 campane offrono un concerto con statue di rame colorate che danzano, come adesso, a suon di musica, la danza dei bottai. Torno ora velocemente alla Residenz, dove acquisto i biglietti per domani, primo maggio e risalgo ancora fino alla Salvatorkirche, che finalmente ho la possibilità di ammirare, sebbene solo attraverso un cancello interno. E’ giunto il momento di completare la visita della Burgersaal con la chiesa alta dove ora si sta tenendo la Messa. Con un unica navata, bassa e decorata con stucchi e due grandi affreschi. Molto bello è il bassorilievo in bronzo sull’altare. Tutto sta procedendo nel migliore dei modi. Il sole di mezzogiorno, alto nel cielo terso, mi spinge a salire con l’ascensore all’interno della torre del Neues Rathaus per ammirare dall’alto il bel panorama del centro cittadino. Sceso, mi dirigo ora alla Peterskirche. Costruita nel XII secolo, la basilica faceva parte del monastero che diede il nome alla città (Munchen significa Monaci). Il campanile della chiesa presenta ben otto orologi e sette campane. All’interno ci sono sette cappelle per ognuna delle due navate laterali. Sull’altare maggiore si trova la statua di San Pietro circondato dai padri della Chiesa. Pregevole il pulpito in marmo intarsiato, i grandi affreschi della cupola e dell’abside. Mi dirigo quindi al vicino Viktualienmarkt, uno dei mercati più affascinati che mi sia mai capitato di vedere, ed il più antico e pittoresco della città. Nei negozi laterali e nelle decine di bancarelle, si vendono cibi di tutti i tipi, frutta, verdura, carni, formaggi, pesci, crostacei e specialità esotiche da tutto il mondo. Una marea di tavolini con autoctoni e turisti che sorseggiano birra da enormi boccali di vetro, da sola o con qualcuna delle succulenti pietanze locali come le weisswurst. Proseguo fino alla Gartnerplatz, una piazza esagonale con giardini pieni di tulipani multicolori dove è presente il teatro omonimo. Da qui è un attimo arrivare alla Sendinger  strasse dove avrò un’altra piacevole sorpresa, la Asamkirche (Chiesa di San Giovanni Napomiceno). Fu finanziata, progettata ed eretta nel 1733 dai fratelli Asam, i più famosi costruttori dell’epoca. La facciata, pur bella, non rivela lo splendore dell’interno. L’unica, piccola navata, di nemmeno nove metri, è ricca di dettagli architettonici stupefacenti, stucchi sfarzosi e splendidi affreschi. Non si sa dove posare l’occhio tanto è lo splendore delle decorazioni. Il soffitto è affrescato  in trompe l’oeil da Cosmas Asam con scene della vita del santo. L’altare maggiore contiene un sarcofago di vetro  in cui giace la figura di un prelato avvolto in vesti sontuose, ma la galleria è quanto di più incredibile abbia mai ammirato in giro per l’Europa, stucchi dorati che adornano ogni parte, lesene corinzie, statue di cherubini, marmi multicolori nelle colonne a torciglione, una profusione che confonde e strabilia, un autentico gioiello architettonico. All’uscita è la casa degli Asam, anch’essa originale, con motivi a stucco e proprio adiacente alla chiesa. Continuo le visite con la vicina Damenstift St.Anna (chiesa di Sant’Anna). Ad unica navata, presenta anch’essa sfarzosi interni con il soffitto decorato in monocromatico seppia, dato che sono stati restaurati e non sia aveva conoscenza dei loro colori originali. Torno sui miei passi verso la Sendlinger Tor, un imponente porta gotica, con la Karlstor e la Isartor, tutto ciò che rimane delle seconde fortificazioni della città. Prendo la U6 tornando a Marienplatz per entrare nella Heiliggeistkirche (chiesa dello Spirito Santo), una delle costruzioni più antiche di Monaco. La navata centrale, delle tre è la migliore col suo bel soffitto affrescato. L’ambulacro non presenta particolare pregio e solo l’altare ostenta una pala pregevole: la Pentecoste di Ulrich Loth. Dopo la Isirtor scendo nuovamente al centro fino alla Hofbrauhaus, la maggior attrazione turistica della città, emblema del modo di vivere bavarese. Nell’ampio salone possono trovare posto fino a 1.000 avventori. Le risate e le chiacchiere della gente coprono quasi i suoni della musica folk che viene proposta. Proseguo fra vie e piazze caratteristiche piene di locali e negozi interessanti, oltre a palazzi in stile, fino a raggiungere la straordinaria Maximilianstrasse, fatta costruire da Massimiliano I Giuseppe per collegare la Residenz con le aree verdi intorno all’Isar, il fiume di Monaco. Questo viale lussuoso è oggi una delle vie più esclusive e care del mondo. La percorro per intero rimanendo estasiato dinnanzi a tanta opulenza, vetrine strabilianti di firme famose come Tod’s, Boss, Cartier, Dior, Hermes, Bulgari, Vertu, Saint Laurent, Armani, Escada, Valentino, Gucci, Montblanc. Dato che mi trovo nelle vicinanze faccio una deviazione anche per vedere le scuderie reali, una costruzione che comunque non mi fa restare a bocca aperta. Dopo aver ammirato il vicino Alter Hof, la prima residenza fortificata costruita dai Wittelsbach all’interno delle mura, col suo curioso bovindo chiamato la torre delle scimmie: la Munzhof, adibita a zecca di stato, proseguo la Maximilianstrasse nella sua parte centrale ammirando le vetrine di Bucherer e Tiffany. La giornata è stata piena e gratificante, sostenuta da un sole sempre presente nel cielo azzurro. Voglio concluderla nell’Hofgarten, uno dei più grandi giardini manieristi a nord delle Alpi. Venne creato di fronte all’ala sud della Residenz negli anni 1613-17 e presenta al suo centro il tempio di Diana. Adiacente a quest’ultimo entro poi nell’Englischer Garten, uno dei parchi cittadini più grandi d’Europa. Passeggio al suo interno, ammirando anche le curiose evoluzioni di alcuni surfer nelle acque gelide dell’Eisbach. Sono stanchissimo, è ora di concedermi il pasto che consumo al Ratskeller di Marienplatz, dove gusto un piatto tipico di Monaco: lo Schweinbraten, arrosto di maiale accompagnato da una salsa preparata con la birra. La mattina seguente parto sempre molto presto con l’intenzione di conoscere la zona intorno all’Isar. Prima visita alla Annakirche, una basilica a tre navate con pianta quadrata. L’interno presenta delle pitture parietali di fine ottocento. La sezione di più pregio mi è comunque parso il bel portale neoromanico con archi a modanatura decorata. La dirimpettaia Klosterkirche St.Anna, invece, alquanto anonima esternamente, ha un bell’interno rococò e un altare sorretto da colonne a torciglione. Le sei cappelle laterali hanno bei dipinti e reliquiari. Proseguo le visite recandomi al Regierung von Oberbayern, un edificio monumentale, sede governo dell’Alta Baviera. Quindi, percorrendo la sponda dell’Isar, mi imbatto in una chiesa non segnalata dalla mia guida che attira la mia attenzione. E’ la St. Lukas, un imponente complesso religioso neogotico con due alte torri campanarie impreziosite da bifore e trifore ceche. Chiesa protestante, l’interno è costituito da un aula semicircolare con, nel catino absidale, un altare neogotico e tre alte vetrate istoriate. Il matroneo superiore circonda completamente l’ampia aula. Attraverso il Maximilian bridge giungo al Maximilianeum, dal 1949 sede del Parlamento bavarese. E’ giunto il momento di recarmi alla Residenz, il climax della giornata. Dimora della dinastia Wittelsbach fino al 1918, è una costruzione enorme che ha rappresentato per secoli il fulcro politico e culturale dapprima del ducato, in seguito del principato(dal 1623) e per finire del regno bavarese (1806-1918). Nella sua doppia funzione di reggia e di sede del governo, la storia della Residenza è inscindibilmente legata alla dinastia Wittelsbach. I singoli regnanti fecero sistemare e ampliare le stanze a loro piacimento incaricando numerosi rinomati artisti. La Residenza era anche il luogo in cui i regnanti solevano conservare le loro collezioni d’arte e il tesoro della casata. Entratovi, comincio proprio la visita dalla Schatzkammer, la stanza del tesoro, dove ammirerò oggetti davvero incredibili. Fra tutti vorrei citare le corone, le noci di preghiere microintarsiate, i crocefissi e una tavola del golgota in avorio, le insegne dei sovrani bavaresi, scrigni e brocche in cristallo di rocca e pietre preziose. Uno straordinario tavolo realizzato con tre chili d’oro, intarsiato in oro e agata, un incredibile completo da viaggio di Maria Luisa d’Austria, moglie di Napoleone. Potrei trascorrere ore a bocca aperta ad ammirare le centinaia di opere d’arte presenti nelle sale, ma devo anche dedicarmi agli altri ambienti, così proseguo l’itinerario entrando nel bellissimo Grottenhof (Cortile della grotta) decorato con cristalli di origine vulcanica, conchiglie colorate e una statua di bronzo dorata che raffigura il dio Mercurio. E ancora l’incredibile Antiquarium, eretto nel 1569, la più ampia sala cerimoniale a nord delle Alpi, chiamata così perché ospita una collezione di sculture e busti. Le vele del soffitto sono decorate con grottesche. Salgo poi verso la Sala Nera con dipinti trompe l’oeil sul soffitto che ne incrementano la prospettiva. Quindi le stanze del principe elettore dove sono presenti dipinti di Canaletto, la stanza da letto della principessa elettrice con stupendi comò e arazzi del ‘700 della manifattura di Beauvais. E ancora la sala delle udienze e anticamere con altri arazzi con scene esotiche. Quindi le stanze di Charlotte dove sono in bella mostra stupendi arazzi di Gobelin, storico laboratorio di tessitura francese. La parte del leone, nelle seguenti sale lo fanno ancora degli straordinari arazzi che rappresentano i mesi e poi ancora cassettiere in testuggine e madreperla, per finire quindi alla stanza dell’imperatore dove ammiro gli ultimi arazzi con le virtù dei regnanti. Si resta basiti dinnanzi a tanta bellezza e ad oggetti d’arte così sopraffina. Come nella seguente stanza dei marmi i cui soffitti in legno presentano cicli pittorici. Gli infissi non sono in marmo, ma in scagliola che è un’esclusiva lavorazione del gesso che riesce ad imitare qualsiasi tipo di pietra o marmo grazie ad una sapiente miscela di colori. E poi la stanza dei reliquiari, uno straordinario organo incassato in un mobile e poi la Stanza Verde con quadri alle pareti e specchi, la stanza da letto del principe elettore con secretaire in ebano cinese.  Infine ridiscendo fino alla galleria degli antenati dove le pareti sono riccamente stuccate e impreziosite con quadri di ritratti. Infine mi reco al Cuvillies theater, il più bel teatro rococò in Europa, concepito nel 1751. Bellissimi gli intagli in legno dorato e rosso delle balconate, il palco reale e il proscenio. Completata quindi la visita della Residenz, mi reco al Viktualienmarkt dove, in una bancarella, acquisto un paio di weisswurst, le deliziose salsiccie di vitella bollite, un must di Monaco. Ho sufficiente tempo per recarmi ancora a Karlsplatz dove completo la giornata, ancora soleggiata, andando in Lenbachplatz, a pianta irregolare e dove si trova la Wittelsbacher Brunnen, la più bella fontana di Monaco che commemora il completamento della rete idrica della città. Ammirando i bei palazzi della zona raggiungo inoltre la Karolinenplatz, al centro della quale sorge un obelisco bronzeo alto 29 metri fuso col bronzo dei cannoni turchi durante la battaglia di Navarino del 1827. Trovandomi nel quartiere dei musei vado a dare anche un occhiata all’esterno del Glyptothek, un museo dedicato alla scultura greca e romana. Raggiungo quindi il Propylaen, una porta con colonne in stile dorico che doveva fungere da porta occidentale di ingresso alla città. Per terminare questa giornata mi reco infine alla basilica St.Bonifaz con un bel portico sorretto da colonne ioniche, ma con un interno assolutamente anonimo. E’ ora di tornare in albergo, sono molto stanco, ma soddisfatto delle visite fatte. Attraversando il Botanischer Garten noto molte persone che si riposano al fresco dei platani. Alcune di loro, come già constatato in precedenza, indossano il lederhosen, il costume tipico bavarese. Sono molti infatti che usano vestirsi così, specie nelle giornate di festa come oggi, primo maggio.  Tutto si è svolto come nelle più ottimistiche aspettative. Domani non mi resta che l’ultima chicca, l’Alte pinakothek, che visterò dopo aver ammirato da fuori un'altra delle famose birrerie di Monaco, la Lowembraukeller. Alle 10 in punto entro in quella che è considerata a buon titolo una delle pinacoteche più famose del mondo. E sarà un esperienza straordinaria di fronte a tele di pittori celeberrimi, alcuni degli artisti più famosi che siano mai esistiti. Trascorrerò cinque ore come catturato e vincolato in un altra dimensione, un godimento assoluto, in estasi dinnanzi a espressioni artistiche di livello eccelso. Citerò alcuni dei dipinti che maggiormente mi hanno colpito, certo di tralasciarne altri, meritevoli anch’essi. Sono la  Piazzetta e Riva degli Schiavoni a Venezia e poi la Veduta della riva degli Schiavoni all'uscita del Canal Grande, entrambi del Canaletto, la Caduta degli angeli ribelli e il Giudizio universale di Rubens, la Vergine e il Bambino di Masolino da Panicale, la Sacra famiglia Canigiani di Raffaello, l’Adorazione del Bambino di Fra Angelico, Maria col Bambino, il primo quadro dipinto da Leonardo da Vinci, la Visione di San Bernardo del Perugino,  il Compianto su Cristo morto del Botticelli, la straordinaria Battaglia di Isso di Altdorfer, il martirio di San Sebastiano di Hans Holbein, il Giudizio universale di Bosch, il San Luca che dipinge la Madonna e l’Altare di Colomba, tutt’e due del mitico Roger van der Weyden, le Sette gioie della Vergine di Memling, la Crocifissione di Angler, la Torre di Babele di Van Valkenborch, la Profezia del profeta Isaia di Jan Brueghel. Lascio la pinacoteca felice, conscio delle straordinarie esperienze che Monaco mi ha regalato. Raggiungo la stazione centrale dove prendo la S1 che mi riporta in aeroporto. Tutte bene quindi, ed è con spirito soddisfatto che salgo sul volo Air One, destinazione Milano.

 

 

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